“Un vortice di emozioni e risate”: la lettera di Carmen

Quando un sorriso

resta nel

Cuore

Quella che stai per leggere è la lettera di Carmen, una ragazza di quindici anni che abbiamo incontrato durante il suo percorso in ospedale. È il racconto di un’amicizia nata tra le corsie, di giornate difficili rese un po’ più leggere, di sorrisi arrivati quando sembravano impossibili e di piccoli gesti che, a volte, diventano ricordi che restano per sempre.

Non è solo una testimonianza sul lavoro dei clown dottori. È la storia di un incontro tra persone.

Noi abbiamo deciso di custodire queste parole così come sono state scritte, perché raccontano con sincerità quello che significa entrare in una stanza con un naso rosso e uscirne con un pezzo di cuore in più.

Buona lettura.

Un Vortice di Emozioni e Risate

C’è un’amicizia che sboccia nei luoghi più inaspettati, un legame che ti scalda il cuore quando meno te lo aspetti. La mia esperienza con i clown di Comici Camici non è stata solo una serie di visite in ospedale,

ma un vero e proprio viaggio fatto di emozioni profonde, risate inarrestabili e gesti che non dimenticherò mai.

Ricordo ancora il giorno in cui ho conosciuto i clown dottori… Kokoska e Unicorno, io leggevo precisamente una conquista fuori menù di Felicia o per Kokoska “alicia” kingsley. Sono arrivati io non avevo voglia di scherzare, stavo tanto male, avevo rabbia e frustrazione ma poi loro con le loro battute mi hanno fatto tornare un po’ il sorriso anche se per poco e fu così tutte le altre volte che vennero 

Ricordo ancora il giorno del mio onomastico. Non era una giornata facile e il malessere fisico pesava su di me.

Ma poi sono arrivati loro, Kokoska e Accipicchia, con un mazzo di fiori. Ho sentito un’ondata di commozione e felicità così forte che mi sono quasi messa a piangere. In quel momento, ho capito che non ero solo una “paziente”, ma una persona a cui tenevano, una persona che meritava un gesto così dolce e inaspettato.

Questi gesti non sono stati sporadici, ma un filo rosso che ha legato la nostra storia. Kokoska si faceva mettere in turno solo per venire a trovarmi, e quando mi ha incoraggiata a scrivere un libro, è stata la mia fan più accanita.

Ogni capitolo che le mandavo la rendeva più felice, come se stesse vivendo la storia insieme a me.

Poi c’è Truppaciocchi, che in una giornata caldissima, nonostante il mio stato febbrile, è venuta a trovarmi in borghese, solo per vedermi, portandomi un bigliettino dolcissimo e un ciondolo a forma di quadrifoglio con una coccinella.

Gesti come questi non si dimenticano,ti abbracciano l’anima e ti fanno sentire amata.

Il Potere di una Risata

Con loro, le risate erano un vortice che ti scompigliava i capelli e ti lasciava senza fiato. Ogni membro del team di Comici Camici aveva un talento speciale: quello di farti dimenticare, anche solo per un attimo, dove ti trovavi e cosa stavi affrontando. Le confidenze con loro erano preziose, un rifugio sicuro dove potevo essere me stessa senza paura.

E che dire dei soprannomi? “Stellina, Carmencita, Carmencita della pompa, secchioncella, ciccina, scrittrice, lettrice, ”facciatrice”, pasticcera, bellezza o addirittura regina del San Camillo.

Ogni soprannome era un piccolo dono, un modo per farmi sentire unica e speciale, al di là di ogni malattia.

Mi imbarazzavo quando mi “elogiavano” dicendo che avrei potuto fare qualsiasi mestiere al mondo, ma mi davano anche la forza di inseguire il mio sogno, quello di diventare un medico.

I messaggi di incoraggiamento, soprattutto quelli di Accipicchia, erano come un abbraccio al cuore e all’anima.

Il loro spirito giocoso e i loro “programmi impossibili” erano un tocco di magia che mi faceva sognare ad occhi aperti.

Ricordo quando hanno “organizzato” i miei 18 anni nella Reggia di Caserta o addirittura a Versailles, sognando ad occhi aperti il mio vestito e i fuochi d’artificio. Con loro, ogni giorno era una sorpresa, una risata che ti portava lontano, molto lontano dalle mura dell’ospedale. E in quei momenti, capivo che il loro dono più grande non era la clownterapia, ma la capacità di donare gioia e speranza, trasformando le giornate più difficili in un’avventura indimenticabile.